Microimmunoterapia Anche la microimmunoterapia così come l’omotossicologia, è considerata come una evoluzione “moderna”, basata su criteri rigorosamente scientifici, dell’omeopatia tradizionale, ed è diretta soprattutto all’ottimizzazione del funzionamento del nostro sistema immunitario, colonna portante della nostra salute.  

Si tratta di un sistema terapeutico elaborato oltre 40 anni fa in Belgio dai medici Maurice Jenaer e Bernard Marichal che, grazie ai risultati raggiunti si è rapidamente diffuso ed è ora applicato in Europa da oltre 3.000 medici; anche a me sta dando risultati molto buoni e quindi mi sembra utile parlarne ed attirare l’attenzione su questa importante ulteriore possibilità terapeutica.

Come risulta chiaro anche dal nome, (micro-immuno-terapia (MIT) si tratta di una terapia che ha come obiettivo l’ottimizzazione, con rimedi in dosi microscopiche, del nostro sistema immunitario, e di conseguenza la cura dei problemi di salute – acuti e cronici, fisici e psichici- causati da un suo funzionamento difettoso e disregolato.

Il sistema immunitario è il “geniale difensore” che abbiamo in noi, che vigila continuamente sulla nostra salute.

Può tuttavia accadere che questo sistema si sregoli, in un senso o nell’altro, e cioè da una parte che si indebolisca e non reagisca  bene contro  agenti nocivi presenti nell’organismo, e dall’altra che diventi ipersensibile e troppo  attivo rispetto alle esigenze aggredendo non solo sostanze dannose ma anche delle sostanze innocue (certi alimenti pur  sani, pollini ed altro) dando così luogo ad allergie ed intolleranze o scatenandosi, nei casi più gravi,  anche contro certe parti del nostro stesso organismo che vengono percepite come se fossero estranee e da distruggere.

Sorgono in quest’ultimo caso le varie  malattie di natura  autoimmunitaria  (ne sono state individuate più di 80 tra cui  l’artrite reumatoide, tiroidite, diabete di tipo I, morbo di Crohn, sclerosi multipla, lupus eritematoso, sclerodermia e molte altre).

Risulta quindi evidente quanto sia importante tenere/riportare il nostro sistema immunitario in ottima salute, e nelle attuali condizioni ambientali ed abitudini di vita ciò non è facile.

La salute di questo sistema è infatti influenzata dall’alimentazione spesso non sana, dall’ambiente in cui viviamo (purtroppo, al giorno d’oggi inquinato; ved. sulla tematica il mio libro su “La Terapia Chelante”), dalla mancanza di movimento,  da una respirazione non funzionale  (ved. il mio libro “Attacco all’Asma…e   non solo”) da stress psicofisico, ecc.ecc.

Tutte queste  nuove,  “moderne” difficoltà, in continua crescita, con cui il nostro sistema immunitario  deve al giorno d’oggi confrontarsi, hanno provocato un  grande  aumento delle malattie croniche, ma anche quanto alle  infezioni non siamo messi meglio. 

Infatti, il continuo aumento dei batteri resistenti agli antibiotici (causato anche dall’uso eccessivo di antibiotici in casi in cui non sarebbero necessari) e l’aumento dei viaggi intercontinentali (che ci espone a microbi verso i quali gli abitanti del luogo sono ormai abituati ed immunizzati mentre chi vi arriva da lontano non lo è) provoca un aumento delle malattie infettive, che secondo alcuni scienziati, tra qualche decennio saranno la prima causa di decesso.

Tutto ciò mette in evidenza come sia necessario dedicare un’attenzione prioritaria al buon funzionamento del nostro sistema immunitario ed infatti  anche nella medicina convenzionale, uno dei settori in continuo sviluppo, che sta dando  ottimi risultati con farmaci innovativi e nel cui ulteriore perfezionamento sono riposte notevoli speranze anche per la cura dei tumori, è appunto quello dell’immunoterapia.

E così come l’immunoterapia sta assumendo sempre maggiore importanza nella medicina  convenzionale  così pure  la microimmunoterapia  è anch’essa un’arma preziosa, di grande importanza, per far fronte  agli innumerevoli disturbi provocati dalle  disfunzioni del sistema immunitario.

Ciò tanto più che si tratta di un’arma che è applicabile fin dai primi  lievi sintomi,  senza attendere che le disfunzioni si aggravino, ed anche per potenziare l’efficacia ed  attenuare gli effetti collaterali dei rimedi utilizzati nel campo dell’immunoterapia classica, rimedi che, nonostante gli effetti in molti casi notevoli  che producono nel dosaggio usuale, data la delicatezza del sistema immunitario spesso provocano, insieme agli effetti terapeutici desiderati, anche consistenti effetti collaterali e per questo il loro impiego in campo terapeutico è soggetto a limiti. 

I rimedi impiegati nella microimmunoterapia.

Come accennato all’inizio la microimmunoterapia è nata grazie al medico belga Maurice Jenaer, deceduto recentemente all’età di 90 anni, dopo un cinquantennio di lavoro e ricerca dedicato a questa terapia.

Nel 1967 il Dr. Jenaer ebbe un’intuizione consistente nel somministrare ad ammalati di tumore dei frammenti vegetali degli acidi nucleici RNA e DNA, diluiti e dinamizzati, allo scopo di stimolare le loro difese immunitarie senza provocare  effetti collaterali negativi.

I risultati furono molto promettenti e  nei successivi anni ’70, proseguendo i lavori il dr. Jenaer, al quale si era affiancato il Dr. Bernard Marichal, scoprì che  la stessa modalità di preparazione ed assorbimento poteva essere applicata anche a diverse sostanze immunoregolatrici tra cui soprattutto le citochine,  che sono delle  proteine  che organizzano la comunicazione tra le cellule che compongono il sistema immunitario (linfociti, macrofagi, neutrofili, ecc.), permettendo così di coordinare  vari  processi cellulari, agendo su vari organi o tessuti.

La MIT utilizza pertanto le innovative sostanze immunoregolatrici scoperte negli ultimi decenni, come gli interferoni, le interleuchine e gli acidi nucleici specifici.

Inizialmente erano state riposte grandi speranze in queste nuove sostanze ma purtroppo nella pratica si è visto che, data la delicatezza del sistema immunitario esse, insieme agli effetti terapeutici desiderati, possono provocare anche consistenti effetti collaterali e per questo il loro impiego in campo terapeutico è soggetto a limiti.

La microimmunoterapia supera questi limiti utilizzando queste sostanze immunoregolatrici recentemente scoperte, (in particolare le citochine) in dosaggi  infinitesimali.

Queste sostanze immunoregolatrici sono normalmente presenti nel corpo umano, dove svolgono il loro compito pur essendo presenti in quantità infinitesimali, e la microimmunoterapia, somministrando anch’essa queste sostanze in diluzioni infinitesimali, non fa quindi altro che copiare quanto avviene in natura.
Dato  il loro ruolo informativo di essenziale importanza le citochine, oltre agli acidi nucleici specifici  costituiscono la base dei medicinali della microimmunoterapia che dagli anni 1970 fino ad oggi sono stati sviluppati (e continuano ad essere sviluppati ) in molte diverse formulazioni dirette a regolare la risposta immunitaria in varie patologie aiutando l’organismo a ripristinare un ottimale equilibrio immunologico.

Per ottenere questo effetto la  MIT ricorre alle moderne sostanze immunoregolatrici utilizzate anche nella immunoterapia convenzionale, prescrivendole tuttavia in dosaggi “microscopici”, in base ad un principio di similitudine biologica e cioè: l’organo sano, somministrato in diluizioni diverse a seconda dei casi, cura l’analogo organo malato.

 Quanto all’entità della  diluizione dei rimedi da somministrare la MIT applica il principio Arndt-Schultz (approfondito dagli scienziati Rudolf Arndt ed Hugo Schultz) in base al quale ogni stimolo (esercitato da farmaci, elettromagnetismo od altro) su cellule viventi provoca un’attività inversamente proporzionale all’intensità dello stimolo: stimoli deboli la rinforzano mentre stimoli forti la indeboliscono.  

Pertanto anche i rimedi della MIT, quando si vuole stimolare /rinforzare l’attività di un sistema immunitario che non sta esercitando un’azione abbastanza energica per difenderci da virus, batteri ed altro vengono somministrati  in  diluizioni che contengono la sostanza terapeutica in quantità infinitesimale, mentre quando si vuole  attenuare un’azione troppo energica del sistema immunitario (attività che provoca allergie e  malattie autoimmuni) si impiegano diluizioni che contengono il rimedio in quantità più consistente .  
In sostanza è necessario, in ogni singolo caso, accertare quale siano i prodotti contenenti le diluizioni più adatte per modulare in modo ottimale l’attività del sistema immunitario.

I rimedi della MIT vengono inoltre somministrati in sequenze precise, in modalità sub-linguale, (tramite la mucosa del cavo orale le sostanze vengono così efficacemente assorbite dal sistema linfatico).

Per quali problemi di salute si può ricorrere alla microimmunoterapia?

Come sopra chiarito la MIT ha lo scopo precipuo di trattare le malattie  causate/collegate/aggravate da un sistema immunitario che non funziona bene e pertanto, dato il ruolo essenziale di una immunità ben funzionante, può essere utile  per innumerevoli problemi di salute e cioè, cercando di sintetizzare, per: 

Infezioni virali e loro conseguenze
Allergie e malattie autoimmuni
– Processi infiammatori: l’infiammazione è una risposta fisiologica necessaria e di  autoprotezione per rimuovere patogeni, sostanze irritanti e cellule danneggiate all’interno del corpo, ma quando l’infiammazione persiste, può diventare cronica ed è associata ad un’ampia varietà di malattie.  Ricercatori dell’Istituto di Tecnologia di Tokyo, studiando la rigenerazione tissutale dei vertebrati inferiori, hanno accertato che mentre l’infiammazione acuta è necessaria per iniziare la rigenerazione, quella cronica può bloccarla. Uno degli obiettivi della MIT è pertanto quello di ottenere, anche tramite una regolazione dei livelli di cortisolo, una risposta immunitaria efficace in casi di infiammazione cronica.
-Malattie da stress: lo stress può alterare il sistema immunitario, compromettendone il buon funzionamento. L’obiettivo della MIT è pertanto anche quello di regolare il sistema immunitario per  ottenere  una risposta migliore  nei confronti dello stress.

– Disfunzioni mitocondriali: come noto i mitocondri, che hanno all’incirca le dimensioni dei batteri, si trovano nel citoplasma di quasi tutte le cellule umane e contengono il loro DNA. Essi generano l’energia di cui abbiamo bisogno per vivere e sono pertanto le “centrali energetiche” del nostro organismo; hanno una doppia membrana che consente loro di eseguire una serie di reazioni biochimiche tra cui la respirazione cellulare, tramite la quale le cellule convertono i carboidrati, grassi e proteine ​​contenuti nel cibo in adenosina trifosfato (ATP).   
L’ATP è considerata dai biologi come la “valuta energetica” della vita – e un maggior numero di mitocondri si trova nelle cellule che richiedono più energia – come il cervello, il cuore, i muscoli scheletrici ed anche gli occhi; infatti, quanto agli occhi, in vari casi la microimmunoterapia, aggiunta a supporto   dell’agopuntura con il metodo Boel,  agopuntura  da me principalmente impiegata per problemi di vista (ved.  anche www.agopunturaocchi.it  e l’articolo “Dal Buio alla Luce” pubblicato su Scienza e Conoscenza) può essere utile.
Inoltre, i mitocondri sono vitali per la regolazione del calcio, la produzione di DNA e RNA, la crescita cellulare ed anche la morte cellulare. 
Se i mitocondri non sono in grado di generare abbastanza energia, gli organi non ne vengono riforniti a sufficienza e si verifica un loro malfunzionamento.
Le conseguenze possono provocare problemi apparentemente sconnessi: si va da disturbi gastrointestinali al mal di schiena e mal di testa, dalla depressione alle vertigini.
Nelle malattie croniche quasi sempre è presente una disfunzione dei  mitocondri e per trattare queste  malattie la regolazione della funzione mitocondriale è quindi importante.

La microimmunoterapia diretta alla regolazione dei mitocondri può fornire questa parte essenziale del trattamento.

La MIT è compatibile con la maggior parte delle altre terapie; non è compatibile con interferoni o trattamenti immunosoppressivi che prevedano l’uso di cortisonici, ciclosporina o azatioprina.

Di norma, quando si inizia una microimmunoterapia occorre rivolgersi ad un medico esperto in questa materia e portare a termine l’assunzione dei rimedi per i tempi indicati, ed è inoltre bene proseguire, finché necessario, anche le terapie convenzionali eventualmente in corso

– Studi scientifici effettuati; diffusione internazionale
  Nel cinquantennio trascorso dalla nascita della microimmunoterapia numerosi studi scientifici sono stati portati a termine.  Più sotto è riportato un breve elenco con i riferimenti ad alcuni dei più recenti ed interessanti. 
Negli studi effettuati è stata constatata l’efficacia ad es. per varie infezioni  da virus , (tra cui quelle genitali da virus papilloma) allergie (tra cui rinite allergica), infiammazioni  ed anche per un trattamento complementare in pazienti con tumori metastatici.
La microimmunoterapia si è rapidamente diffusa, con la fondazione di varie associazioni  innanzitutto ovviamente in Belgio (patria del fondatore Dr. Jenaer) poi in Francia e paesi francofoni (Institut Français de Micro-immunothérapie: www.microimmuno.fr ) in Spagna (Asociación Española de Microimmunoterapia; www.aemi.es ) e vari altri. 
E soprattutto si è diffusa  nei paesi di lingua tedesca in cui, con sede a Vienna, è stata fondata l’associazione medica per la microimmunoterapia (Medizinische Gesellschaft  für Mikroimmuntherapie; www.megemit.org ) forse la più attiva in questo settore, sia per la formazione dei medici (anch’io ho completato la mia formazione in microimmunoterapia con questa associazione) che per l’organizzazione di congressi, pubblicazioni, corsi e presentazioni.   
In Italia è relativamente meno conosciuta rispetto ad altri paesi ma vi sono ormai anche da noi varie organizzazioni che ne stanno diffondendo la conoscenza con pubblicazioni e corsi e mi sembra opportuno far conoscere maggiormente  questa importante  ulteriore possibilità terapeutica.        

 Studi
1.Floris I1Appel K2Rose T2Lejeune BJ Inflamm Res.  2LARTH®, a micro-immunotherapy medicine, exerts anti-inflammatory effects in vitro and reduces TNF-α and IL-1β secretion. 2018 Oct 29;11:397-405. doi: 10.2147/JIR.S174326. eCollection 2018
2. Thomas G, Cluzel H, Lafon J, Bruhwyler J, Lejeune B. (2016). Efficacy of 2L®PAPI, a MicroImmunotherapy Drug, in Patients with High-Risk Papillomavirus Genital Infection. Advances  in Infectious Diseases, 6:7-14.

3. Mazzoli, S., Cai, T., Meacci, F., Addonisio, P., & Dorfman, P. (2012). High Risk Human Papillomavirus genital infections in asymptomatic population: effectiveness of Micro-Immunotherapy.

International Journal of High Dilution Resarch, 11(40).