Criptopirroluria Più che di una malattia si tratta di una possibile causa di future malattie, di una disfunzione metabolica che spesso non provoca alcun particolare disturbo ma che, se abbinata a particolari fattori nocivi può provocare seri problemi di salute.

In effetti, anche se in realtà è stata scoperta quasi 50 anni fa dal medico americano C. Pfeiffer (che le aveva attribuito il nome di “malvaria”, come è ancora chiamata nei paesi anglosassoni), finora era nota praticamente solo nell’ambito della medicina ortomolecolare e nutrizionale, e si riteneva fino a poco fa che si trattasse di una condizione rara.

Solo da poco si è scoperto quale sia in realtà il vastissimo impatto a livello clinico della criptopirroluria.

Si tratta di una condizione determinata geneticamente, in cui vi è un’alterata degradazione dell’emoglobina e della mioglobina (sembra che si tratti di un forma, in precedenza non identificata, del gruppo dei problemi di porfiria non acuta).

Tale difetto provoca una presenza di pirroli e porfirine nell’urina; ai pirroli sono legate, e vengono pertanto eliminate con l’urina, sostanze necessarie per l’organismo, come la vitamina B6 e lo zinco, il che provoca una forte carenza di queste sostanze e, in misura minore, anche di altre (vit. B3, vit.C, mangano e magnesio, acidi grassi insaturi).

In molti, questa situazione passa del tutto inosservata, senza causare particolari problemi; ma in alcuni casi, questa già forte carenza di sostanze, in particolare se ulteriormente aggravata da ulteriori fattori nocivi, può essere la causa di seri disturbi.

L’unica “cura” consiste nell’integrare le sostanze mancanti, riequilibrando il metabolismo.

A quanto si stima, sarebbe affetto da criptopirroluria circa il 12% della popolazione generale sana, con una prevalenza delle donne.

Nella popolazione già alle prese con problemi di salute, le percentuali si sono rivelate molto superiori.

Dati recenti indicano che la criptopirroluria potrebbe essere presente nel:
50% dei casi di tumore, 47% dei disturbi psichici (in particolare nei casi di depressione, autismo e schizofrenia), 25% dei bambini affetti da ADD e ADHD (deficit d’attenzione ed iperattività), 79% dei soggetti allergici, 79% dei soggetti affetti da sclerosi multipla, 37% degli alcolizzati.

Forti percentuali si hanno anche in coloro che soffrono di malattie autoimmuni e di problemi ormonali.

I sintomi che possono indicarne la presenza, se presenti in numero consistente, sono: irritabilità, insonnia, stanchezza, disturbi della memoria, sistema immunitario debole, cefalea, sindrome del tunnel carpale, intolleranza all’alcol, tristezza, depressione e psicosi, affezioni dermatologiche, acne, capelli fini, intolleranza alla luce del sole, colorito giallastro-marrone chiaro, dolori muscolari, osteoarticolari, lombosciatalgia, livelli bassi di testosterone, sindrome premestruale, problemi con la tiroide, con i livelli di zucchero nel sangue (si hanno in particolare problemi di assimilazione del fruttosio), allergie, intolleranza al glutine ed altri.

Si tratta di sintomi molto diffusi, che possono essere provocati da numerose possibili cause, ma vale la pena di prendere in considerazione anche la criptopirroluria come possibile causa, il che invece non avviene poiché quasi nessuno ne ha sentito parlare.

Il gran numero di possibili problemi è dovuto all’importanza per l’organismo della vitamina B6 e dello zinco (sostanze necessarie molti processi fisiologici).

La mancanza di vit.B6 provoca per es. anche una carenza di vit. B3, la mancanza di zinco provoca, tra l’altro, anche un accumulo di rame in quantità dannose.

Vengono inoltre a mancare, seppure in misura minore, anche cromo, mangano, magnesio ed altre sostanze.

DIAGNOSI

Mediante l’individuazione di pirroli nell’urina. E’ possibile effettuare la diagnosi presso laboratori diagnostici specializzati; in Italia non ne conosco (se qualcuno li conoscesse sarei grata se potesse comunicarmene l’indirizzo, eviterei così di dover sempre ricorrere a laboratori svizzeri, tedeschi o olandesi).

TERAPIA

Consiste nell’assumere vit. B6 e zinco, in forma particolare ed in quantità impossibili da ottenere con l’alimentazione, per quanto sana e mirata.

È necessario ricorrere ad integratori.

Sembra facile ma in realtà è bene ricorrere ad un medico esperto in questa tematica perché le dosi vanno aumentate gradualmente, in base alle reazioni ed un inizio con dosi troppo elevate potrebbe provocare disturbi non irrilevanti.

E’ inoltre necessario evitare, per quanto possibile, sostanze che interagiscono negativamente sul metabolismo della vit. B6 e dello zinco: alcol e numerosi farmaci, ad esempio vaccini, antibiotici, pillola anticoncezionale, determinati antidepressivi, ed anche alcune sostanze naturali contenute in integratori alimentari, come il rame, e il betacarotene.

Si tratta peraltro di una tematica ancora in evoluzione, in cui probabilmente ci aspettano ulteriori sorprese quanto all’importanza di questa condizione.