Quando l’ipotensione sgonfia l’energia. Facendo seguito ad una domanda fatta da una lettrice, Tania, che mi scrive sulla mia nuova rubrica online su Viversaniebelli.it in questo articolo trattiamo un tema molto importante: l’ipotensione.
in quest’estate caldissima la tematica della pressione bassa è più “scottante” che mai.
In genere, quando si parla di pressione arteriosa, si ha la tendenza a pensare alla pressione alta, che viene denominata “il killer silenzioso” (in molti casi è insidiosa, asintomatica e può portare ad infarti del miocardio ed ictus).
La pressione arteriosa è un fenomeno regolatorio dinamico ed estremamente complesso; come tale, è soggetta ad oscillazioni.
Anche la pressione bassa può essere insidiosa ed in molti casi addirittura asintomatica e merita altrettanta attenzione.
La pressione viene considerata bassa se la pressione sistolica (quando il cuore si contrae e pompa) è inferiore a 90 e la diastolica (quando il cuore è in fase di rilassamento tra un battito e l’altro) a 60. Valori ben al di sotto potrebbero richiedere attenzione clinica; i pericoli dell’ipotensione sono direttamente collegati ai sintomi se la pressione è molto bassa.
Le manifestazioni cliniche dell’ipotensione sono: giramenti di testa, specialmente se ci si alza bruscamente in piedi da sdraiati o seduti (la cosiddetta pressione ortostatica), stordimento, stanchezza, debolezza, spossatezza, visione offuscata e nausea.
L’entità dei sintomi è direttamente collegata al grado di riduzione della pressione. Se l’ipotensione è significativa e grave, cute pallida, fredda e sudaticcia.
In casi più gravi ancora: confusione, difficoltà a concentrarsi, svenimento, respiro rapido e superficiale e polso debole e rapido (dovuto ad una tachicardia).
In circostanze cliniche molto gravi, l’ipotensione può causare shock e danno agli organi per via del ridotto afflusso sanguigno.
Ottenere statistiche accurate sull’ipotensione è complesso per diversi motivi:
1. L’ipotensione non è sempre clinicamente definita nelle varie popolazioni; pertanto casi lievi potrebbero non essere riportati.
2. Molti soggetti affetti da ipotensione non hanno sintomi.
3. I sintomi sono estremamente variabili da persona a persona.
L’ipotensione è spesso secondaria ad alcune condizioni di salute o farmaci, ma non sempre.
Un caldo eccessivo può giocare brutti scherzi sulla pressione arteriosa sanguigna, indipendentemente dall’assunzione di farmaci.
Molte revisioni scientifiche recenti descrivono il caldo come uno dei fattori ambientali più importanti per favorire l’ipotensione (ved. ad esempio uno dei tanti di questi studi sotto, il 2).
In condizioni di caldo, i vasi sanguigni si dilatano per disperdere calore. La sudorazione, specialmente se il caldo è eccessivo, riduce il volume di sangue circolante e si rischia la perdita di sodio, che a sua volta può peggiorare un’ipotensione. L’organismo tenta di compensare, ma con il protrarsi del caldo, i meccanismi di adattamento vengono meno.
Avendo preso in considerazione gli effetti dell’ipotensione, è opportuno valutare strategie di gestione.
Il primo passo consiste nell’indagare la causa, ovvero se l’ipotensione è l’espressione di una patologia sottostante; in questi casi il caldo potrebbe fungere da fattore scatenante per l’ipotensione.
Tuttavia, in molti casi anche in assenza di patologie, il caldo può scatenare l’ipotensione.
Nei soggetti che manifestano ipotensione per la prima volta, è opportuno indagare se vi sia una causa sottostante procedendo con le seguenti analisi ematochimiche (qualora il medico curante sia d’accordo):
- Sodio, cloruro e potassio; (i livelli potrebbero essere bassi dovuti ad una sudorazione eccessiva ed un basso livello di sodio a sua volta è causa di ipotensione).
- Emocromo; anemie significative da carenza di ferro (in donne con ciclo abbondante, raramente in soggetti con un’alimentazione vegana oppure dovuta a patologie non diagnosticate) potrebbero imitare i sintomi dell’ipotensione, specialmente se il caldo è eccessivo.
Se vi sono altri sintomi, il medico potrebbe pensare agli ormoni tiroidei e al cortisolo.
Arrivati a questo punto, vediamo qualche consiglio pratico.
Un’idratazione adeguata è fondamentale; a tale proposito, vi invito a leggere la mia risposta alla lettrice Elena/il mio articolo dedicata/o alla tematica dell’idratazione (https://dottoressafiammaferraro.it/articoli/quanta-acqua-e-corretto-bere-al-giorno/).
Per mantenere un’idratazione di base, è consigliabile bere 2,5 – 3,7 litri di acqua al giorno, sorseggiando, regolarmente durante l’arco della giornata. Nel caso di un calo acuto della pressione, si può bere mezzo litro di acqua in poco tempo.
Integrare all’acqua un lieve apporto di sale ed una spremuta di limone per mantenere l’equilibrio elettrolitico in concomitanza con una bustina di magnesio e potassio. Tenere presente che questi consigli sono di carattere generale e non sostituiscono il parere di un medico in casi di patologie o altri sintomi clinici.
Bisognerebbe evitare di bere acqua od altri liquidi molto freddi. In soggetti predisposti, lo sbalzo termico potrebbe indurre un episodio vasovagale, una reazione del sistema nervoso centrale, dovuta alla stimolazione del nervo vago in soggetti predisposti., nota come “congestione” nel linguaggio comune. Può comportare vertigini, nausea, bradicardia (rallentamento del battito cardiaco), sudorazione, pressione bassa e addirittura svenimenti in alcuni casi.
Per prevenire l’ipotensione ortostatica, alzarsi sempre lentamente e gradualmente.
Evitare sforzi eccessivi durante l’attività fisica; bere prima un bicchiere d’acqua con un pizzico di sale. Esercizi di rinforzo per gli altri inferiori migliorano il ritorno venoso al cuore e potrebbero essere utili per prevenire l’ipotensione ortostatica.
Specialmente negli anziani, si potrebbe valutare l’uso di calze elastiche compressive, sempre per migliorare il ritorno venoso al cuore, se tollerate dalla persona.
È un’opinione diffusa a livello divulgativo che la caffeina contenuta nel caffè possa attenuare i sintomi dell’ipotensione.
Alcuni piccoli studi (ved. ad esempio 3 sotto) riportano che l’assunzione di un caffè prima dell’esercizio fisico intenso è utile nell’ipotensione dovuta alla dilatazione dei vasi sanguigni durante l’esercizio fisico. La caffeina stimola il rilascio di catecolamine (ormoni dello stress che aumentano la pressione sanguigna) blocca i recettori dell’adenosina (l’azione vasodilatatoria, provoca un blocco dei recettori e favorisce pertanto una vasocostrizione ed un aumento della pressione).
Tra l’altro alcuni studi riportano che composti anti-ossidanti contenuti nel caffè potrebbero conferire effetti protettivi contro alcune forme di tumore. La caffeina non può essere annoverata tra i trattamenti standard per l’ipotensione ma a mio avviso, un consumo moderato (2-4 tazzine al giorno) potrebbe essere d’aiuto in casi di ipotensione.
Di recente vi sono state 2 revisioni sistemiche importanti sulla liquirizia ed il suo effetto sulla pressione arteriosa (ved. sotto studio 4 del 2024). È stato mostrato che 100mg di glicirizina, una sostanza contenuta nella liquirizia aumenta sia la pressione sistolica sia la pressione diastolica. La dose è considerata sicura dall’Organizzazione Mondiale della Sanità mediante degli effetti denominati mineralocorticoidi.
È importante tenere presente che aumenta però la ritenzione idrica, la ritenzione di sodio e la perdita di potassio; si trova anche nelle erboristerie ma è importante farsi consigliare dal proprio medico curante.
Nelle tradizioni popolari, il rosmarino, lo zenzero ed il ginseng potrebbero esercitare un lievissimo effetto tonico sulla pressione arteriosa. Usate in modo moderato esercitano comunque effetti benefici sull’ organismo.
Per finire, alcuni antidepressivi ed anti-ipertensivi possono esercitare un effetto negativo sull’ipotensione se il caldo è eccessivo.
Ecco un riassunto di questa lunga risposta/articolo:
Attenzione all’idratazione nell’arco delle 24 ore, sorseggiare in base al peso ed all’altezza minimo 2.5 – 3.7 litri di acqua.
Aggiungere un pizzico di sale, spremuta di un limone, bustina di magnesio e potassio.
Evitare bevande molto fredde.
Non alzarsi bruscamente.
Esercizio fisico graduale e controllato.
Calze elastiche in alcuni casi e rinforzo muscolatura arti inferiori.
2 – 4 tazzine di caffè al giorno.
100 mg di estratto di liquirizia sotto controllo medico.
Rosmarino, ginseng e zenzero in moderazione.
Potete leggere l’articolo uscito su Viversaniebelli al link https://www.viversaniebelli.it/ho-sempre-la-pressione-bassa-cosa-posso-fare/
Bibliografia
- Hypotension, 2026, Richard J. Chan e colleghi.
2. Postexercise hypotension and haemodynamic response to cycling under heat stress in untrained men with untrrated elevated blood pressure, 2020, Felipe A. Cunha e colleghi.
3. Caffeine attenuates early post-exercise hypotension in middle-aged adults, 2006, CF Notarius
4. A daily low dose of licorice intake affects rrenin, aldosterone and home blood pressure in a randomized cross over trial, 2024, PA Geijerstem e colleghi.


No responses yet