L’aspetto, terapeuticamente parlando, affascinante dell’ozono è che ci sono diverse modalità di amministrazione e somministrazione. Al giorno d’oggi passiamo dalla crema all’autoemoinfusione, passando dalla puntura per poi fermarsi alla compressa per os.
L’OZONO È O NON È OSSIGENO?
Da decenni ormai si sente parlare dell’ozono ma cos’è realmente questa “misteriosa” molecola?
L’ozono (O3) è composto da 3 atomi di ossigeno. Si tratta di una molecola affascinante; è una molecola a doppio taglio in tutti i sensi in quanto, in base al contesto, può svolgere un ruolo positivo o negativo per la salute dell’uomo.
È noto che uno strato di ozono nella stratosfera terrestre protegge l’intero ecosistema dalle radiazioni dannose del sole (raggi UVB), proteggendo l’uomo da tumori della pelle (in particolare melanomi), cataratte ed addirittura l’indebolimento del sistema immunitario.
A livello troposferico (del suolo) invece, livelli eccessivi di ozono sono irritanti per l’apparato respiratorio, peggiorando affezioni quali l’asma, broncopatie ed altre problematiche polmonari.
COSA CONTRADDISTINGUE L’OZONO DALL’OSSIGENO?
Sul pianeta terra, ossigeno è sinonimo di vita; è alla base dell’ecosistema e di tutti gli esseri viventi, trattasi del carburante cellulare.
A tale proposito, una forma di vita è iniziata miliardi di anni fa mediante i cianobatteri, i quali hanno dato la vita a tutti i processi aerobici che conosciamo.
L’ossigeno (O2) è una molecola chimicamente stabile, formato da 2 atomi identici con un legame covalente. Questa stabilità ha permesso all’ossigeno di accumularsi nell’atmosfera.
L’ozono (O3) invece è reattivo ed inastabile; la sua instabilità deriva da un terzo atomo d’ossigeno che l’ozono tende a cedere (scissione). Questo terzo atomo è denominato ossigeno singoletto ed è altamente reattivo poiché ossida rapidamente. Da un lato questa ossidazione può essere dannosa a livello cellulare, ma dall’altro può conferire benefici terapeutici; pertanto è veramente una molecola con una doppia faccia.
OZONO NELLA STORIA OPPURE LA STORIA DELL’OZONO?
La storia dell’ozono si è evoluta da un contesto di laboratorio ad uno terapeutico. Il primo a scoprire l’ozono è stato lo scienziato tedesco – svizzero Christian Friedrich Schoenvein. Intorno al 1840, mentre conduceva esperimenti elettrochimici, notò un odore particolare durante le scariche elettriche, un odore particolare, metallico, pungente simile all’odore che si percepisce dopo un temporale.
In merito alla medicina, la storia dell’uso dell’ozono è stata un susseguirsi di alti e bassi.
Pensate che nel lontano 1896 lo scienziato Nikola Tesla brevettò un generatore di ozono per sfruttare scariche elettriche ad alta frequenza per produrre ozono a partire dall’ossigeno. Lo scienziato era convinto delle possibili applicazioni terapeutiche; il suo generatore fu utilizzato per sterilizzare ambienti.
Durante le prime due guerre mondiali invece, l’ozono veniva utilizzato per il trattamento di ferite e gangrena, sfruttando così le capacità disinfettanti, antimicrobiche e rigeneranti dell’ozono in epoche in cui gli antibiotici non erano ancora disponibili.
Successivamente in Germania a partire dal 1950 l’ingegnere Joseph Haensler ed il medico Hans Wolf sono stati pionieri dell’ozonoterapia; il lavoro e l’unione delle forze di questi due scienziati ha conferito basi più rigorose e standardizzate nell’applicazione di questa terapia. Haensler progettò dispositivi in grado di erogare ozono mentre Wolf studiò l’applicazione clinica, esplorando i potenziali effetti antimicrobici, antinfiammatori e immunomodulanti di questo affascinante triatomo.
L’ozono è anche usato per la purificazione dell’acqua grazie alle sue proprietà ossidanti che lo rendono un antimicrobico efficace.
La prima applicazione su larga scala risale al 1993 nei Paesi Bassi. È anche stato utilizzato da altri paesi europei, la Francia in particolare ed in alcuni contesti è tutt’oggi impiegato per la purificazione di piscine.
Nel 1992 fu redatta la Dichiarazione di Madrid attinente all’ozonoterapia; il documento mirava a stabilire criteri e standard ufficiali per la pratica clinica della terapia.
Negli anni successivi è stato aggiornato per riflettere i progressi ed i protocolli di standardizzazione; non è un documento legale ma ciò nonostante fornisce linee guida riconosciute dalla comunità scientifica.
In seguito alla dichiarazione sopra – citata, la legislazione europea attinente all’ozonoterapia si è evoluta con cautela; l’ozonoterapia fino ad oggi rimane confinata all’ambito della medicina complementare ed i singoli paesi europei applicano regolamentazioni proprie.
Nel nostro paese, il professor Velio Bocci dell’Università di Siena è stato il padre dell’ozonoterapia, e sono lieta di averlo conosciuto frequentando uno dei suoi corsi di perfezionamento. Grazie ai suoi studi pionieristici l’ozonoterapia si è diffusa anche in Italia. Il principale interesse del professore era di studiare le basi biochimiche dell’ozono ed anche le maculopatie secche.
MECCANISMI D’AZIONE DELL’OZONO
Sì ritiene che l’ozonoterapia funzioni mediante diversi meccanismi: il lieve stress ossidativo stimola risposte anti-ossidanti, migliorando l’apporto di ossigeno ai tessuti, modula risposte immunitarie, riduce l’infiammazione ed ha effetti antimicrobici. Questi meccanismi rendono l’ozono un valido coadiuvante in alcuni contesti specifici.
Pertanto, tali meccanismi d’azione dell’ozono si basano sulla sua capacità di generare uno stimolo ossidativo controllato; nel momento in cui l’ozono interagisce con i fluidi biologici, produce specie reattive dell’ossigeno (molecole instabili contenenti ossigeno, in alte quantità, danneggiano i tessuti) e prodotti di ostinazione lipidica.
Queste molecole ossidate stressano i tessuti in modo lieve e controllato ed attivando vie di segnalazione (in modo particolare Nrf2, un sistema di difesa cellulare).
Queste reazioni portano ad un’aumentata produzione di enzimi antiossidanti (come ad esempio superossido dismutasi e glutatione perossidasi), enzimi che proteggono le cellule da ulteriori danni.
L’ozono inoltre modula risposte immunitarie mediante molecole pro ed anti-infiammatorie (note come citochine).
Si tratta di equilibri delicati grazie ai quali l’ozono esercita i suoi effetti terapeutici (articolo uscito in aprile 2026)
Il concetto di base è che dosi controllate di ozono a bassi livelli fungono letteralmente da stimolo, comportandosi, scientificamente parlando, sostanzialmente come una molecola di segnalazione per i vari processi infiammatori in questione. Si tratta di un processo di ormesi: una piccola quantità di stress innesca processi benefici per l’organismo (espresso in modo più colloquiale: ciò che non mi uccide mi fortifica).
APPLICAZIONI ED INDICAZIONI DELL’OZONOTERAPIA
Le applicazioni dell’ozono spaziano dalla cosmesi alla terapeutica.
Nel campo della cosmesi, l’ozono viene utilizzato in forma di oli o creme. Pensate che mi ricordo ancora il professor Velio Bocci mostrarci piccoli contenitori di plastica bianca contenenti una sorta di olio – crema a base di ozono durante il corso. Al giorno d’oggi, formulazioni a base di oli e creme ozonizzate sono ampiamente reperibili presso molte farmacie italiane.
Per scopi cosmetici, l’ozono sulla cute esercita effetti di ringiovanimento dovuti ad una migliorata luminosità ed un effetto sulla microcircolazione.
Passando dalla cosmesi a vere e proprie affezioni della cute, in dermatologia, l’ozono per uso topico può essere utilizzato nei seguenti contesti: acne, psoriasi, eczema, dermatite atopica, guarigione delle ferite comprese ulcerazioni, infezioni fungine della cute, herpes zoster ed herpes simplex, invecchiamento e fotoinvecchiamento. Naturalmente ogni caso dovrebbe essere valutato individualmente dallo specialista; l’ozono potrebbe essere impiegato, se non come trattamento principale, come prezioso coadiuvante.
In una revisione sistematica relativamente recente (2022) che ha preso in considerazione 17 studi e oltre 600 soggetti, la conclusione degli scienziati è stata che l’ozono mostra potenziale terapeutico come trattamento complementare ma che sono necessari ulteriori studi.
Tuttavia, se le formulazioni per uso topico sono adeguate, il rischio di effetti collaterali (irritazione, bruciore, secchezza della pelle, reazioni allergiche) è irrisorio (mai riscontrato nei miei pazienti). Pertanto, non posso che consigliarlo; un farmacista competente vi saprà consigliare.
L’ozono per uso topico può anche essere impiegato in alcuni contesti odontoiatrici grazie alle sue proprietà antimicrobiche ed antinfiammatorie. Da alcuni anni si trovano in commercio collutori a base di ozono; possono essere d’aiuto in generale per il benessere delle gengive, ma anche per problematiche infiammatorie ed infettive a livello superficiale.
In ambito ortopedico invece, in alcuni casi l’ozono da decenni continua ad essere iniettato nelle articolazioni per il trattamento di affezioni osteo-infiammatorie ed ernie intra-vertebrali.
Sempre grazie alle proprietà antinfiammatorie, ed in questo caso analgesiche dell’ozono, è fondamentale che l’ozono venga iniettato da un medico esperto.
Vi sono vari studi nella letteratura scientifica, ma le conclusioni sono sempre le medesime: l’ozonoterapia potrebbe fungere da supporto complementare, ma servono ulteriori studi.
A mio avviso è da prendere in considerazione dallo specialista in soggetti allergici agli antinfiammatori e pazienti che non tollerano corticosteroidi (soggetti allergici, con diabete mellito scompensato oppure con deficit di coagulazione).
Altre modalità di somministrazione comprendono l’insufflazione rettale, l’autoemoinfusione e bagni di ozono. Mi ricordo che il professor Bocci era un grande “patito” delle autoemoinfusioni ed alcuni medici la praticano.
A questo punto mi rendo conto che si potrebbe scrivere un trattato sulla tematica dell’ozono, per cui mi limito ad esporre la forma più recente ed innovativa di somministrazione.
OZONO ATTIVO IN FORMULAZIONE ORALE: UN’ESPLOSIONE INNOVATIVA
L’assunzione di capsule o compresse per via orale di una terapia è semplice e la rende facile da seguire anche per lunghi periodi di tempo. Quasi inutile dunque fare presente che, rispetto alla nota e relativamente diffusa autoemoinfusione, un’assunzione per via orale comporta meno rischi, è meno invasiva ed il costo è inferiore.
Ebbene, negli ultimi anni, alcune (poche in realtà) aziende hanno iniziato a produrre ozono in forma di compresse per via orale. Normalmente l’ozono non andrebbe ingerito in quanto, come abbiamo appreso, è altamente reattivo. Si tratta di formulazioni studiate adeguatamente per evitare qualsiasi rischio. Le capsule sono in formato gastroresistente, permettendo un rilascio controllato di ozono in ppm (particelle per milione). Il rivestimento delle capsule è composto da polimeri biologici ed una parte lipidica di acidi grassi, come ad esempio acido linolenico.
Sono ancora pochi i medici che hanno conoscenza di questa forma di ozonoterapia e altrettanto rare le farmacie che lo hanno in commercio.
Purtroppo non sono riuscita a trovare nulla di rilevante su questa terapia nella letteratura scientifica; ad oggi gli unici studi disponibili provengono dalle aziende stesse, le quali stanno formulando dei protocolli; gli studi che ho avuto modo di leggere trattano la tematica della fibromialgia e dell’oncologia; ovviamente la terapia viene presentata come terapia complementare e non primaria.
È importante che lo stress ossidativo controllato generato sia bilanciato dall’assunzione di antiossidanti.
Ho iniziato a prescrivere questa terapia a pazienti che la richiedono, prestando attenzione alle ppm delle compresse ed il numero di capsule da assumere quotidianamente. In questi pazienti la terapia è stata impiegata con un supporto in casi di allergie, stati infiammatori generalizzati, come lo è il caso di tante malattie croniche e come terapia antivirale preventiva prima e durante l’inverno.
Tutt’oggi, come nel passato, l’autoemoinfusione è impiegata come terapia di supporto per affezioni dell’apparato visivo, in particolare maculopatie secche, in quanto migliora la microcircolazione.
Il mio augurio personale è che presto anche l’ozonoterapia per via orale possa essere più ampiamente diffusa, studiata e disponibile su larga scala. In soggetti predisposti, ritengo anche che sia un’ottima terapia da abbinare al metodo di agopuntura Boel per le affezioni dell’apparato visivo.
CONCLUSIONE
L’ozono è una molecola affascinante con effetti terapeutici. È disponibile in varie forme e dovrebbe sempre essere ben dosata.
Facendosi consigliare da un farmacista esperto, è possibile un certo “fai da te” per uso topico ed orale. Bisogna inoltre tenere presente che l’ozonoterapia è controindicata in casi di ipertiroidismo.
BIBLIOGRAFIA
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