Quando gli occhi secchi fanno versare lacrime amare. Articolo uscito sulla rivista di febbraio 2026 “Diagnosi e Terapia”.
Chi non conosce, o non ha mai sentito parlare degli occhi secchi? Immagino che la risposta del vispo lettore di questa rivista sia “pochi”; questo perché i sintomi di tale affezione possono essere più che “seccanti”: bruciore e/o irritazione, sensazione di sabbia ed in alcuni casi addirittura corpo estraneo negli occhi, annebbiamento o vista sfocata, lacrimazione paradossale, prurito, arrossamento, stanchezza specialmente verso sera ed affaticamento dopo periodi prolungati davanti ad uno schermo. Si tratta di una sintomatologia che può incidere negativamente sulla qualità della vita.
PREVALENZA DELL’OCCHIO SECCO E CAUSE
La prevalenza dell’affezione varia in base a fattori interni ed ambientali. Cito lo studio The global prevalence of dry eyes: A Bayesian view, pubblicato nel 2021da Eric B Papas sulla rivista Opthalmic and Physiological Optics.
Lo studio ha preso in considerazione oltre 50 studi provenienti da varie parti del mondo.
I ricercatori hanno concluso che la prevalenza dell’occhio secco a livello globale è dell’11 – 12%, variando in base a regioni e criteri diagnostici.
Altri studi in letteratura invece indicano sia percentuali più alte sia percentuali più basse, sempre in base a criteri diagnostici e popolazioni.
Le cause sono estremamente variegate; a volte sono facilmente identificabili, trattabili e/o risolvibili mentre in altri casi lo sono di meno.
I fattori di rischio individuati sono l’età, il sesso femminile, specialmente durante il periodo della menopausa, fattori ambientali (ambienti polverosi, inquinati, con condizionatori o vento) e periodi di tempo prolungati davanti ad uno schermo, uso di lenti a contatto, malattie di natura autoimmune, diabete mellito e certi farmaci (alcuni antistaminici, spray nasali decongestionanti, antipsicotici, diuretici, beta bloccanti e chemioterapici – ovviamente varia in base alla persona).
Purtroppo non c’è da meravigliarsi se negli ultimi anni l’affezione affligge anche bambini ed adolescenti; ved. Prevalence of dry eyes in children: a systemic review and meta – analysis, pubblicato nel 2024 da F. Stapleton e colleghi sulla rivista Opthalmology; anche questo studio ha preso in considerazione numerose pubblicazioni scientifiche da tutto il mondo sulla tematica.
Lo studio riporta che l’occhio secco affligge tra il 3 – 8% dei bambini; le cause principali sono fattori ambientali e … udite, udite … il tempo passato davanti ad uno schermo.
I ricercatori concludono che anche se la prevalenza dell’occhio secco è più bassa rispetto alla prevalenza negli adulti, é comunque da tenere in considerazione.
DIAGNOSI
Per la diagnosi in questione, da decenni sono disponibili test precisi che aiutano a guidare le terapie; i test sono attendibili, rapidi e indolori.
Test di Schirmer: misura la quantità di lacrime prodotte mediante l’utilizzo di una strisciolina di carta applicata sulla palpebra inferiore.
Il Break-Up Time invece misura quanto a lungo il film lacrimale rimane stabile prima di rompersi, anche questo test è facilissimo e si effettua mediante l’uso della fluoresceina, il paziente deve solo ammiccare tante volte.
La lampada a fessura e soluzioni come fluoresceina o verde di lissamina per identificare danni della superficie oculare, quali graffi o abrasioni potenzialmente causati da occhi secchi.
Test di osmolarità si effettuano con un dispositivo portatile e valutano la concentrazione di sali/particelle nelle lacrime; in casi di occhi secchi vi sarà un aumento.
OCCHI SECCHI E MALATTIE AUTOMUNI
Il disturbo degli occhi secchi accompagna varie malattie autoimmuni, quali la sindrome di Sjögren, artrite reumatoide, lupus eritematoso sistemico, tiroidite di Hashimoto è più raramente la sclerosi multipla. Pare pertanto che alcune malattie autoimmuni ed occhi secchi vadano mano nella mano. Analizziamo tuttavia, alcuni studi interessanti.
Characteristics of dry eyea associated with autoimmune disorders, pubblicato da A. Yoshimura e colleghi, pubblicato nel 2025 sulla rivista Japanese Opthalmology.
Lo studio ha preso in considerazione 252 pazienti affetti da malattie autoimmuni e la conclusione interessante è stata che un’instabilità precoce del film lacrimale non è necessariamente causata da affezioni di natura autoimmune in quanto nel 50% dei casi vi erano sintomi di occhi secchi, in presenza di una produzione lacrimale fisiologica molto prima dell’esordio della malattia autoimmune.
Una scarsa produzione di lacrime è associata, oltre alla sensazione di fauci secche in molti casi, alla sezione autoimmuni.
Trattasi di occhi secchi e malattie autoimmuni in generale, non è sempre facile stabilire percentuali nella popolazione generale.
La malattia di Sjögren e gli occhi secchi vanno letteralmente mano nella mano, gli occhi secchi sono presenti nel 90% dei casi. Nel contesto delle altre malattie autoimmuni sopramenzionate, vi è il problema degli occhi secchi in 10-30% dei casi circa.
COME VEDERCI CHIARO
Paradossalmente la diagnosi degli occhi secchi è facile ma non è sempre così facile individuare la causa scatenante, a meno che non si tratti di malattie autoimmuni.
L’analisi clinica sintomatologica, remota e familiare è fondamentale.
Da quanto tempo dura il sintomo?
Ci sono fattori scatenanti?
C’è una famiglia di occhi secchi oppure malattie autoimmuni?
Si assumono farmaci, e se sì, quali?
Vi è una componente di stress? Se sì, si può prendere anche in considerazione un fattore psicosomatico.
È necessaria una visita oculistica per la diagnosi vera e propria, l’oculista effettuerà i test sopra riportati.
Ci sono altri sintomi sistemici, come ad esempio secchezza delle fauci, dolori di natura articolare, stanchezza, malessere generale, foto sensibilità, pelle secca, eruzioni cutanee (compreso rash a farfalla), ghiandole gonfie o fenomeno di Raynaud (quando esposte al freddo le dita cambiano colore: bianco, blu, poi rosso)? La lista di potenziali sintomi associati è lunga ma importante.
A meno che la causa degli occhi secchi non “salti agli occhi”, è fondamentale escludere categoricamente una malattia autoimmune.
A fini diagnostici, pur in stanza di sintomatologia sistemica, è opportuno escludere un potenziale coinvolgimento di natura autoimmune.
Il vostro medico vi indicherà le analisi ematochimiche; in generale si misurano:
PCR e VES, marker infiammatori.
Anticorpi ANA, indizio generale di malattie autoimmuni, ma bisogna anche tenere presente che possono essere incrementati dopo un banale raffreddamento con infezione virale che ne consegue.
ANTISSA, ANTISSB, anticorpi specifici per malattia di Sjögren.
Complemento, proteine specifiche del sistema immunitario; se il complemento è basso, è un indice che vi è un’attivazione anomala del sistema immunitario.
OPZIONI TERAPEUTICHE
Se la causa degli occhi secchi è una malattia autoimmune, essa dovrà essere gestita di conseguenza dallo specialista in base alla sua gravità. Tuttavia, è opportuno tenere presente che un approccio di medicina integrata può essere d’aiuto in aggiunta ad eventuali farmaci.
Se la causa è attribuibile ad uno o più farmaci, dovrà essere lo specialista a valutare il singolo caso.
Se invece si intuisce o percepisce che la causa potrebbe essere lo stress e psicosomatica, potrebbe essere utile un approccio psicoterapeutico.
In ogni caso, tutte le misure sotto indicate possono essere utili in tutti i casi di occhi secchi:
Colliri oculari.
I colliri sono il sine qua non per questa affezione. Ce ne sono vari tipi:
Colliri lubrificanti, quali lacrime artificiali e acido ialuronico.
Gel e unguenti, formulati per durare più a lungo ed usati tipicamente di notte in quanto conferiscono una maggiore protezione più duratura.
Colliri antinfiammatori, cortisonici ed in casi più gravi a base di ciclosporina.
In casi meno gravi, facendosi consigliare dal farmacista oppure da un medico, vi sono anche colliri naturali a base di camomilla, eufrasia, è strato di calendula e aloe vera.
Per ciò che concerne le indicazioni che seguono, come dico spesso ai pazienti, “a volte basta poco per cambiare tanto”.
Una corretta idratazione. Ricordiamoci che circa l’80% del nostro corpo è in essenza, acqua (“è composto di acqua” – mia proposta).
Molti soggetti sono affetti da una disidratazione sub-clinica che nemmeno avvertono. È fondamentale sorseggiare acqua durante l’arco delle 24 ore, anche se può non sempre essere facile. Mediamente si parla di circa 2 litri al giorno ma dipende dalla stagione, l’altezza ed il peso.
Sforzarsi di ammiccare spesso; il semplice fatto di sbattere spesso le palpebre diffonde uniformemente il film lacrimale, proteggendo l’occhio.
Se si lavora davanti ad uno schermo, a maggior ragione ammiccare spesso, ma non solo; tenere presente il caro vecchio consiglio di staccarsi dallo schermo ogni 15 – 20 minuti, alzarsi e fare qualche passo per circa un minuto.
Se il vostro dispositivo lo ha, e lo hanno quasi tutti, su impostazioni impostare “protezione occhi”.
Impacchi oculari puliti, con acqua tiepida ed infuso di camomilla e/o maschere oculari.
Ci sono vari tipi di maschere oculari, ad esempio maschere con luci pulsata ed altre che stimolano le ghiandole a rilasciare lacrime. Si tratta tuttavia di un approccio specialistico ed è necessario farsi consigliare da uno specialista.
Riaddestramento respiratorio.
Un lavoro sul proprio respiro può essere utile per disperdere meno vapore acqueo nell’espirazione e calmare la sensazione di ansia. È molto indicato in casi collegati allo stress e/o psicosomatici.
(Ved. https://dottoressafiammaferraro.it/casi-clinici/agopuntura-boel-yamamoto-ferraro-per-secchezza-oculare-caso-clinico/ )
Purificatori a base di carbone attivo aiutano a purificare l’aria.
Agopuntura.
Alcuni meccanismi di agopuntura sono noti alla ricerca scientifica, altri invece non lo sono.
In base alla teoria dell’agopuntura tradizionale cinese, l’agopuntura agirebbe riequilibrando flussi energetici non ben definiti da un punto di vista scientifico.
Ebbene nella mia esperienza professionale, ho trattato alcuni casi sia di eccessiva lacrimazione sia di occhi secchi utilizzando gli stessi punti di agopuntura. Strano ma vero.
In Italia legalmente solo i medici possono effettuare trattamenti di agopuntura ed il successo terapeutico dipende dall’esperienza del professionista.
Ecco uno studio interessante: Acupuncture for the management of dry reye disease, pubblicato da Jj. Prince et al a settembre 2022 sulla rivista Frontiers of Medicinee, che tratta tematiche di oculistica.
In un campione di pazienti con un gruppo di controllo, i ricercatori hanno utilizzato determinati punti di agopuntura e valutato la sintomatologia prima e dopo il trattamento. Si è riscontrato un miglioramento del gruppo di soggetti trattati per ciò che concerne il bruciore, il prurito, il rossore ed il film lacrimale.
La conclusione è stata che l’agopuntura è un approccio molto promettente per il trattamento degli occhi secchi; i ricercatori fanno presente che sarebbero necessari ulteriori studi, ma visto che l’agopuntura è un trattamento privo di rischi, a mio avviso è da tentare.
Terapia di supporto orto molecolare.
Supporto orto molecolare.
Acidi grassi, in particolare omega 3 ed olio di lino, vvtamina E, vitamina C, zinco e vitamina A. I dosaggi sono fondamentali.
Alimentazione “antinfiammatoria”… ci vorrebbe un articolo a parte.
CONCLUSIONI
Per concludere, l’occhio secco è un’affezione molto particolare i cui sintomi possono essere fastidiosi ed invalidanti, impossibile “chiudere un occhio” in relazione alla prevalenza nella popolazione generale.
La causa deve essere indagata in modo approfondito per consentire un approccio o più approcci terapeutici.
I colliri sono alla base del trattamento, ma vi sono tanti approcci attinenti sia allo stile di vita sia di medicina integrata e complementare. Questi approcci possono essere utili, anche se di base vi è una patologia autoimmune.
Fatevi sempre consigliare innanzitutto dallo specialista e successivamente da un medico di medicina integrata (preferibilmente) ed un farmacista competente.


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